Praticamente Pensando - Filosofia in azione

Il pensiero è la prima leva strategica della vita. Noi la chiamiamo “filosofia”. E tu puoi prenderla così: è la strategia che ti insegna a pensare, ti aiuta ad agire e a disegnare la vita che desideri. 

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Il Natale dei liberati, un’occasione da cogliere al volo

“Il Natale non è fondato sulla grande concezione comunitaria che solo nel comunismo può trovare la sua espressione finale. Il Natale non favorisce veramente una più alta, più salutare e più vigorosa espansione del capitalismo. Non ci si può aspettare che il Natale si adatti alle moderne speranze di un grande futuro sociale. Il Natale contraddice il pensiero moderno ed è un ostacolo al progresso moderno. Radicato nel passato, e persino nel passato remoto, quale utilità può avere per un mondo in cui l’ignoranza storica è l’unica prova evidente della conoscenza scientifica? Nato da miracoli che sono stati raccontati più di duemila anni fa, non può certo aspettarsi di fare colpo su quel robusto senso comune che resiste baldanzoso persino dinanzi all’evidenza più chiara e palpabile dei miracoli che accadono in questo istante.” (Gilbert Keith Chesterton).

Raffaele Iannuzzi

Il Natale è un miracolo.

Il grande Chesterton provoca e demolisce, ci sta. Ma io voglio andare oltre stavolta, perché di solito, anche per eccesso di timor reverenziale, di fronte alla targa GKC, uno si ferma e o si gonfia di rabbia o, come nel caso mio, accoglie quanto da lui detto sul mondo, perché detto sempre meglio rispetto a chiunque altro.
Stavolta no. Chesterton non mi avrà fino in fondo e proprio partendo dalle sue parole, risalirò al Natale dando credito a tutti coloro che, gonfi di “pensiero moderno”, non vedono bene neanche nelle loro teste, forse, ma in ogni caso desiderano, anzi riconoscono la grandezza di Gesù.

Oscar Wilde ha scritto un saggio, The Soul of Man under Socialism (1891), L’anima dell’uomo sotto il socialismo, in cui esalta Gesù perché, attraverso la sua esperienza di libertà e testimonianza della verità, aiuta ogni uomo ad essere se stesso. Il che non è religiosamente perfetto, lo so, ma è attraente e richiama molti uomini oggi a rimanere attaccati alla sua figura, al di là delle credenze religiose e non professate.

Conosci te stesso – Sii te stesso

Scrive Wilde: ” “Conosci te stesso”, era scritto sul portale del mondo antico. Sul portale del mondo moderno è scritto invece: “Sii te stesso”. Lo stesso messaggio che Cristo ha lasciato all’uomo: questo è il segreto di Cristo”.

Il Natale esprime la realtà più impressionante che si possa immaginare e lo fa nella più commovente semplicità: Dio ha scelto di farsi uomo e l’uomo Gesù di Nazaret ha scelto di essere se stesso fino in fondo. Fino alla morte di croce. Questa lezione è ancora davanti al teatro del mondo di oggi e nessuno riuscirà mai a cancellarla. Ecco perché chi si occupa di evoluzione e sviluppo personale, prima o poi, si imbatte, a suo modo, magari non religiosamente ma neppure banalmente, in Gesù.

Lo ha fatto Robert Dilts, uno dei grandi esponenti della PNL. Lo ha fatto un altro controverso e significativo personaggio della Scuola di Palo Alto, Jay Haley. Insomma, il Natale rimanda sempre a Gesù e a questa dinamica evolutiva, di fronte ai comandi spersonalizzanti della società e ai criptomessaggi inibitori che ogni giorno riceviamo anche da chi ci sta più vicino.

Gesù manifesta … l’apertura al mondo delle possibilità

Gesù manifesta, invece, la dimensione generativa, ossia l’apertura al mondo delle possibilità. Questa realtà è affascinante e la si può anche leggere in chiave di fisica quantistica (Francesco Albanese, Perché mi capita? Alla ricerca del senso perduto della vita, Editoriale Programma, 2015, € 9,00).
E’ questa la radice divina e umana della libertà e anche la chiave che promuove infine la responsabilità come capacità di assumere il controllo delle proprie azioni e smetterla di giocare a fare la vittima o il “povero, umile e oppresso”, come dilvulgato anche da molta predicazione sbagliata e depotenziante
(Neurosemantics.com).

Gesù ci insegna ad avere potere e a farne buon uso. Fino in fondo. Potere non è volontà di potenza o desiderio di opprimere i più deboli, ma appunto la possibilità di essere se stessi, senza dover chiedere il permesso alla mamma, allo stato, e neppure alla chiesa. Perché la chiesa di allora, dei tempi di Cristo, era quella del Tempio e i farisei non volevano certo molto bene al Nazareno.

Questa chiave di lettura di Gesù e del Natale, che porta alla luce questa perfezione di annuncio della vita e della libertà, è la costante che attraversa, come un fiume carsico, la storia e anche i cuori inquieti degli uomini postmoderni che siamo poi noi, credenti e non credenti.

“Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”, è scritto nel Vangelo di Giovanni (10,10). Quindi, il capitalismo ha molto a che fare con Gesù e col Natale, perché la prosperità, anche economica, nasce dal Divino che entra nello spazio umano, abitato dall’uomo. La lezione di San Benedetto non può essere ignorata: ora et labora (ora-et-labora).
Il comunismo, no, quello non c’entra, ma questo è un altro discorso.

Buon Natale a tutti, dunque, con la consapevolezza che l’unica strada per salvarsi dalla retorica festaiola, è entrare di schianto nel dinamismo generativo di cui è impastato il Natale. Può essere una chance, proprio quest’anno, perché no?. Rischiare e osare fa molto Gesù e dunque molto uomo.
Per generare occorre essere generati. Vale la pena azzardare questa misura, per non dover rimpiangere, fra qualche anno, di aver tuffato Gesù nella pasta del panettone, dopo aver trangugiato lo spumante, a un passo dalla tv, nel grande circo della famiglia riunita a tavola, ma senza un vero e grande perché.
Buon Natale.

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