Praticamente Pensando - Filosofia in azione

Il pensiero è la prima leva strategica della vita. Noi la chiamiamo “filosofia”. E tu puoi prenderla così: è la strategia che ti insegna a pensare, ti aiuta ad agire e a disegnare la vita che desideri. 

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Amare la realtà, dimenticare Cartesio: un manifesto

“Io penso positivo perché son vivo perché son vivo,
io penso positivo perché son vivo e finché son vivo,
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare,
niente e nessuno al mondo potrà fermare,
fermare, fermare quest’onda che va”.

Jovanotti 

Una famosa canzone di Jovanotti, al secolo Lorenzo Cherubini, che aiuta a capire di cosa stiamo parlando: di un mito o di una convinzione che, alla fine, risulta essere limitante.

Vediamo perché. “Io penso positivo, perché sono vivo” e naturalmente sono libero di “ragionare”, cioè di pensare, canta Jovanotti. E larga parte della cosiddetta “crescita personale” si gioca la faccia su questa supposta verità.

Cogito, ergo sum

Cartesio afferma: “Cogito, ergo sum”. Penso, dunque sono. La mia esistenza è grande perché penso…positivo, questo non lo dice Cartesio, ma lo rende in maniera popolare Jovanotti, mischiando una banale idea di ottimismo – va sempre tutto bene, semplicemente perché vivo – e una fede incrollabile nella dignità eccezionale del “pensare”, della mente che pensa, della “testa pensante”.

Perché vivere, dunque? Per pensare, naturalmente, questo l’assioma. E dove sta la positività, il vantaggio per dirla più chiaramente, del pensare? Nel fatto che posso pensare “positivo”. Perché la vita è bella e dunque chi non pensa “positivo”, di fatto, non è vivo.

Con questi passaggi elementari, sono stati fatti fuori i veri motori dell’esperienza umana: l’osservazione e l’esperienza.

Io penso positivo

E la cosiddetta “crescita personale”, basata sull’astrattezza del “penso positivo“, lascia soltanto l’amaro in bocca, perché, semplicemente, di positivo c’è innanzitutto una cosa: la realtà.

Che è sempre positiva, non perché vada sempre tutto bene, anzi, capita talvolta che non vada tutto bene, ma perché, solo di fronte alla realtà, noi caviamo fuori il meglio di noi e la nostra stessa intelligenza cresce a dismisura.

 

Dobbiamo cominciare a guardare la realtà. La vita è un cammino dello sguardo. Osservarla, scrutarla, starci dentro, insistere in essa e su di essa, con la “tigna” di chi sa e crede che, così facendo, scoprirà realmente anche se stesso. E nel modo più vero e autentico, ossia in azione. Dinamicamente proiettato verso l’esterno, a partire da ciò che lo colpisce, da quel punto che lo attrae e lo catapulta verso nuovi orizzonti.

Lo scopriremo solo vivendo

La realtà la scopriamo soltanto vivendo. Qui ci aiuta un altro grande cantautore, Lucio Battisti, con le parole di una famosa canzone: “Lo scopriremo solo vivendo”.

Ecco perché non basta e, anzi, spesso è di ostacolo il pensiero, anche quando si pretende “positivo”: esso sostituisce la realtà, facendo diventare qualunque contenuto del mio “pensare” l’assoluto, il totem, la vacca sacra, l’unica cosa a cui fare riferimento. Mentre la realtà, ci sfugge, proprio in quel momento.

Perché, cito qui un altro grande, Giorgio Gaber, “la realtà è più avanti”, non ci sta a farsi ingabbiare nei limiti della sola ragione, delle idee che mi passano per la testa, vuole andare al di là e farci gustare ciò che non è ancora pensato, cioè la vera parte da conoscere, perché non ancora conosciuta.

I tuoi pensieri sono spesso il frutto di molte cose, dai condizionamenti del passato alle tue paturnie. La realtà, le cose, i fatti, ciò che accade davanti a me, invece, non è originato da te e ti provoca fino in fondo, è un’altra cosa rispetto a ciò che potresti immaginare, dunque è la vera novità.

Dobbiamo rovesciare lo schema, seguendo Tommaso d’Aquino: “Non c’è niente nell’intelletto che prima non sia stato nei sensi”. Percezione, innanzitutto, ma di cosa? Della realtà, appunto.

In parole semplici: la realtà è sempre più avanti. I sensi, cioè tu come sei, qui e ora, percepisci la realtà, le cose, i fatti e tutto questo materiale incandescente ti provoca a…pensare e cambiare – perché no? – posizione rispetto alle tue convinzioni del passato.

E’ la presenza della realtà che sposta e ti fa camminare, quindi anche pensare, non il pensiero che parte da se stesso e torna a se stesso, dichiarandosi in qualche modo “positivo”.

La realtà, e solo la realtà, è “positiva”, cioè carica di possibilità autentiche – questo vuol dire “positivo”, non “va tutto bene, madama la marchesa” -, proprio perché il pensiero, da solo, non può controllarla e deve, dunque, arrendersi allo stupore di una rinascita dell’io, davanti al mistero di ciò che prima non c’era e adesso c’è.

Così si cresce e la crescita diventa realmente un fatto personale, che riguarda me e – quindi – la mia relazione con te.

Se muore tuo padre, tua madre, un amico si ammala o diventa capo di una multinazionale (va meglio così?), qualunque cosa accada, tu sei pro-vocato, chiamato davanti a questa cosa a farti domande nuove, più fresche, forse anche più drammatiche, certamente più vere e autentiche: così, stai realmente pensando. Non “positivo”, ma nel cuore della vera positività, che solo la realtà può regalarci, da sempre.

Da quando, appena usciti dalla pancia della mamma, siamo presi a schiaffi sul deretano, per piangere, e quel pianto è la nostra risposta alla provocazione della mano pesante di un adulto che non ti dà tregua fin dai primi istanti di vita, eccola là, la realtà, è tutta tua.

Le cose grandi accadono attraverso la realtà e nella realtà

Si diventa veramente intelligenti dentro la realtà, amandola e scrutandola, osservandola attentamente e desiderandola come un’amica affettuosa di cui non si può fare a meno. L’amore e l’innamoramento accade nella realtà e non c’è incanto più grande di un altro io che ti riconosce e, riconoscendoti, ti stima fino in fondo per quel che sei, infine ti ama.

Cos’è, allora, la “crescita personale”? Non è la motivazione, non è il pensiero positivo, non è la tecnica più originale per raggiungere gli obiettivi, ma è questa posizione di fronte alla realtà che, a catena e per effetto domino, genera tutto il resto. Questa specifica configurazione e questa posizione, ecco la crescita personale.

 

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