Elogio dei piccoli passi

Sharing is caring!

“Caminante, no hay camino, se hace camino al andar”
(Antonio Machado)

Raffaele Iannuzzi

Il poeta spagnolo Antonio Machado l’ha detto genialmente, in versi: “Caminante, no hay camino, se hace camino al andar”. Tradotto liberamente: “Viandante, non hai altra strada, perché il cammino puoi farlo solo camminando”.

I Cinesi, migliaia di anni fa, sapevano come iniziare: “Un cammino di diecimila miglia inizia con il primo passo”.

La nostra saggezza quotidiana, presa di peso dai discorsi dei nostri vecchi: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”. Iniziare! Ecco il punto.

In un mondo strapieno di start-up, chiacchiere su “nuove fasi” e “rilanci”, non si sa bene di cosa, e verso dove, pochi ancora coltivano la saggezza antica del saper cominciare e, quindi, senza strappi, portare a compimento un’opera.

Eppure, la vita di un uomo è grande se compie davvero qualcosa di grande e, per farlo, deve passare attraverso la fatica di ogni giorno, con quella serenità e creatività tipiche delle generazioni che ci hanno preceduto. Un patrimonio che possiamo e dobbiamo recuperare.

La cosa non è facile, perché niente è facile nella vita, ma è semplice, ossia lineare, ci si arriva per gradi, tappe e processi e questo blog vuole appunto occuparsi dei processi che hanno reso grandi gli uomini, capaci di fare cose impensabili, impossibili, audaci fino all’inverosimile.

E in ogni epoca, momento e situazione storica, crisi o non crisi, spesso proprio durante le crisi.

“Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo”

(Winston Churchill)

La parola “crisi” richiama il movimento della vita, l’attraversamento delle circostanze con uno sguardo positivo sulla realtà, perfino con una certa spavalda allegria, che conduce alla perfetta letizia, come San Francesco d’Assisi, un uomo a tutto tondo e pieno di gioiosa creatività, sapeva perfettamente. Si è “in crisi” quando si deve scegliere, e meno male che si deve scegliere!

Quando si deve decidere da che parte andare, altrimenti saremmo come l’acqua stagnante, destinata a imputridirsi. C’è un verbo greco – krìnein – che indica proprio lo scindersi degli elementi, la scissione, la rottura per creare un nuovo ordine. Un salto quantico, di questo si tratta: prima eri dall’altra parte del fiume, ora sei qui e, guardandoti indietro, scorgi tutto il percorso compiuto. A quel punto, ti senti più vivo e puoi trasmettere questa forza vitale anche agli altri.

“L’acqua stagnante imputridisce”

San Bernardo di Chiaravalle (XI° sec.)

Ecco, la crisi è vera e ci può essere di grande aiuto quando un passaggio è compiuto e un altro deve farsi strada. Allora devi premere sull’acceleratore delle sinapsi, devi far correre di più la testa, devi arrangiarti magari di più sul quotidiano, ma scegliendo sempre la parte migliore della vita. Devi scegliere e questo non lo impari sui banchi di scuola, ma in quel segmento infuocato che si chiama vita.

Una bella canzone di un cantautore di genio, Alberto Fortis, ha un testo che spiega bene questa cosa: “Forse una guerra tornerà e tu dovrai decidere chi sei”.

Guerra

La parola “guerra” non deve impaurire, è quella che combattiamo contro noi stessi, nel chiuso della nostra anima, ogni giorno, e quando ci auto-sabotiamo, la cosa viene fuori in modo spesso violento.

I nemici veri e i primi, da combattere, sono quelli interiori, legati alle frustrazioni del passato, ai dolori mai diventati compagni di viaggio, ai pensieri color sangue che non vogliamo schiarire neanche un pò: questo groviglio pieno di futuro siamo noi e qui dentro c’è tutta la forza del nostro genio e della nostra grandezza.

Io parto da questa ipotesi positiva: noi siamo fatti per la vita, per il massimo che la vita possa darci, per l’eternità. Se ci fermiamo per strada non è una tragedia, possiamo sempre riprendere il cammino e ritrovarci ancora più vivi, in cammino, scegliendo liberamente chi vogliamo essere e dove vogliamo andare.

Per far ciò, si deve lavorare sui processi, perché nella vita si procede, cioè si progredisce, per tentativi ed errori, e si arriva anche là dove non si crederebbe mai di arrivare. Ma bisogna imparare a farlo. Non è vero che accada solo il peggio, accade di tutto e il meglio spetta a noi crearlo, facendo il massimo, nelle circostanze in cui ci troviamo, con ciò che abbiamo. Si può fare e si può diventare molto, molto grandi, facendo così.

Da piccoli si deve imparare a camminare, da grandi si deve imparare a processare, cioè a creare processi e strategie per diventare grandi e aiutare gli altri a fare lo stesso. A questo serve la vita, nient’altro che a questo.

 

“Che la tua vita non sia una vita sterile. Sii utile. Lascia traccia”

San Josemaria Escrivà

La mia ambizione è prima di tutto imparare a fare questo e, mentre lo apprendo, insegnarlo anche a chi vorrà seguirmi, in questa avventura di ricerca e libertà.

Parlerò di tutto, su questo blog, dall’economia alla politica, passando per il quotidiano, scegliendo fatti e situazioni che toccano la carne viva delle persone, a cominciare dalla mia. Parlerò di tutto questo con lo sguardo puntato sui processi e perciò sui dinamismi generativi che conducono gli uomini ad ottenere risultati importanti, a fare la storia.

Non ho scuole da difendere, non ho guru da foraggiare, non ho patenti da consegnare a nessuno.

C’è un’espressione inglese molto bella, “growth mindset”, che vuol dire “mentalità fatta per lo sviluppo, per la crescita”. Ecco, è una formula esatta: la vita è crescere continuamente, giorno dopo giorno, a piccoli passi, usando la legge del +1 ogni giorno, di cui parlerò in un altro post. Accenno soltanto: se ieri hai fatto 5, domani fai una cosa di più, a più livelli, dal lavoro, allo studio, al risparmio, ai gesti di aiuto agli altri. Incrementa i processi e cresci, questa è la strada.

Ma qui mi fermo, ho già scritto troppo. Al prossimo processo. Keep in touch.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*