Praticamente Pensando - Filosofia in azione

Il pensiero è la prima leva strategica della vita. Noi la chiamiamo “filosofia”. E tu puoi prenderla così: è la strategia che ti insegna a pensare, ti aiuta ad agire e a disegnare la vita che desideri. 

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Il vecchio filosofo, il giovane dialettico e la nascita dell’Occidente

 

Il vecchio Talete di Mileto (il più antico filosofo greco: 624-548 a.C., secondo la leggenda…)

 

“…E dunque la terra galleggia sull’acqua. La nostra solidità si fonda sul flusso dell’Oceano”. Soddisfatto, il vecchio Talete si accarezzò la barba bianca; poi, prima di mettersi a sedere, fece la fatidica domanda: “Qualcuno ha da ridire?”.

Dalla prima fila, il posto dei secchioni, si alzò una mano. Altro che timidamente: con tutta la spocchia e la sicurezza del primo della classe! Un giovane allampanato cominciò a spiegare le sue idee di fronte al maestro, mischiando parole strane e ampi gesti delle mani.

“Talete sostiene che l’acqua è il principio, e in effetti l’acqua genera il vapore e si fa solida nella forma del ghiaccio. Ma è anche vero che l’acqua cade dal cielo e sgorga dalla terra. Tutti gli elementi cambiano gli uni negli altri e non si può dire con certezza quale sia il principio. Il vero principio del mondo è l’indefinito, una sostanza eterna e immortale, che non si vede e non si può toccare. Da esso, attraverso il movimento, nascono gli esseri e i corpi, e nasce la terra, che ha forma di cilindro e sta sospesa per via dell’uguale distanza da tutte le cose. Il sole, la luna e le stelle girano in cerchi di fuoco e tutto l’universo si regge su una poetica armonia”.

 

“Alla faccia del metodo”, sentenziò il decano della filosofia, Talete

L’esposizione suscitò prima meraviglia e poi un coro di consensi tra gli allievi della scuola di Mileto. Il maestro, invece, non batté ciglio.

Si rivolse al giovane – Anassimandro, si chiamava – e gli chiese soltanto: “Chi te lo dice, figliolo?”.
“Ho avuto un’intuizione”.

Alla faccia del metodo, pensò Talete. Ma non replicò nulla. Dopotutto anche la sua teoria del mondo galleggiante era nata da un’intuizione. Se quella di Anassimandro era un’ipotesi più feconda, aveva diritto di esistere.

 

Il “nuovo maestro” (forse…), al secolo Anassimandro (610-547 a.C.)

 

Che il nuovo maestro si prendesse il suo momento di gloria: sarebbe arrivato anche per lui il momento della “contestazione”.

Per quanto fantastico possa sembrare, la storia della filosofia comincia da questo dialogo di circa 2600 anni fa. Da un atto di ribellione e uno di tolleranza, da un allievo che critica e un maestro che comprende.

 

I presocratici (Talete & Anassimandro, in questa disputa) più emancipati dei “legnosi” sessantottini, oh yeah…

 

Viene il dubbio che i presocratici fossero più emancipati dei rivoluzionari sessantottini: quel giorno del sesto secolo avanti Cristo, in un’aula all’aperto della scuola di Mileto, si infranse un tabù e nulla fu più come prima.

Nella Grecia omerica la conoscenza si acquistava per trasmissione, ampliando e approfondendo un nucleo originario di miti, leggende, storie vere o presunte che fornivano la base per l’interpretazione del mondo e della vita.

Con la nascita della filosofia, si introduce il dibattito, la dialettica.

Ma il senso dell’invenzione non viene meno… I primi filosofi greci vengono definiti “naturalisti”, nel senso che le loro teorie si fondano sull’osservazione della natura, sull’applicazione di un grezzo, primitivo metodo sperimentale.

Questo è vero solo in parte: è più corretto dire che il pensiero dei primi filosofi greci tragga ispirazione dalla natura.

Talete vede che la terra emerge dall’acqua e da questo semplice dato trae una fisica e una cosmologia, Anassimandro osserva il movimento, intuisce un elemento impalpabile dietro la concretezza delle cose e inventa l’àpeiron.

Né l’uno né l’altro possono dimostrare con certezza quanto dicono: entrambi si basano solo sul fascino della descrizione e sulla forza del ragionamento. D’altro canto, l’uso di un metodo propriamente scientifico non avrebbe consentito di formulare ipotesi così lontane tra loro.

 

Potenza della filosofia greca e del “pensiero meridiano”: archetipi dell’immaginazione

 

La potenza della filosofia greca (che è anche italiana, e meridionale e “campana”) risiede nella capacità di andare oltre l’osservazione e cogliere archetipi dell’immaginazione.

Le idee platoniche rappresentano, allo stesso tempo, l’approdo più raffinato e lo svelamento di questa attitudine, e non a caso i Dialoghi di Platone sono considerati a pieno titolo, per stile e contenuto, un’opera letteraria. La filosofia greca sfrutta una vena creativa irripetibile: essa è arte almeno quanto è scienza.

E proprio per la sua forza simbolica, per la sua capacità evocativa, essa torna costantemente – citata, riletta o rielaborata – in tutte le fasi della storia del pensiero.

La filosofia, dunque, non bandisce il simbolo, non rompe immediatamente con gli schemi del mito, ma piuttosto ne costituisce un’evoluzione razionale.

La vera novità del processo filosofico sta nel fatto che questo si fonda sulla controversia, sulla confutazione sistematica e sulla tolleranza che l’accompagna. La critica, la contestazione, la polemica: tutto nasce da qui.

 

Talete vs Anassimandro, ovvero l’albeggiare della civiltà occidentale

 

A ben vedere, nel dialogo “verisimile” di Talete e Anassimandro c’è già in nuce tutta la civiltà occidentale. C’è l’idea e l’ideologia, la necessità di pensare e il suo eccesso, la vivacità del pensiero e la sua inconcludenza, il gusto della contraddizione, l’ansia di sapere e la cronica insoddisfazione del sapiente. E’ tutto lì dentro.
Alla fine, la grande eredità della filosofia classica è “etica” più ancora che scientifica. Piuttosto che svelare la verità e il metodo per raggiungerla, i filosofi greci compiono un’escursione strabiliante in mezzo alle possibilità del pensiero.

Scoprono una complessità e una contraddizione che la scienza contemporanea ha riaffermato e con le quali si confronta. Dissertano sull’acqua e l’aria, il pieno e il vuoto, l’essere e il divenire: tutto e il contrario di tutto.

Come a dire che la realtà ha mille facce, oppure – coi più smaliziati – che la vita è questione di punti di vista.

 

Leonardo Guzzo

Praticamente Pensando