Praticamente Pensando - Filosofia in azione

Il pensiero è la prima leva strategica della vita. Noi la chiamiamo “filosofia”. E tu puoi prenderla così: è la strategia che ti insegna a pensare, ti aiuta ad agire e a disegnare la vita che desideri. 

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Il Potere e l’influenza dell’uomo

Dal Sutra del Loto, capitolo Espedienti:
… Questa realtà consiste di aspetto, natura, entità,
potere, influenza, causa (interna),
relazione, effetto (latente), retribuzione
e delle coerenza dall’inizio alla fine.

Il potere personale

Il potere insito nell’uomo è la forza e la capacità di esprimere se stesso, di esistere, di autodeterminarsi nel soddisfare i propri bisogni trovando allo stesso tempo una collocazione all’interno di una comunità, creando autonomamente, o eventualmente con l’ausilio di insegnamenti e maestri che lo guidano nel percorrere la sua strada interiore, una sua identità individuale.

Processo dinamico

Nell’attuare questo processo dinamico di evoluzione da infante dipendente a uomo maturo e consapevolmente “potente” , l’uomo influenza con l’azione e mira ad influenzare l’ambiente circostante in misura più o meno intensa man mano in cui si avvicina e attraversa la fase adolescenziale in virtù del principio di individualizzazione.

 

Influenza sull’ambiente

Più è forte questa spinta interiore, più la sua influenza si fa sentire sull’ambiente – ambiente inteso in senso ampio – , che va dall’ambiente familiare a quello sociale, dal gruppetto di amici piuttosto che la squadra sportiva di calcio, di pallavolo, di nuoto ecc., al gruppo musicale piuttosto che l’orchestra di tanti strumenti, alla scuola piuttosto che altre istituzioni che potranno diventare con il crescere dell’età e della maturità interiore movimenti di lotte sociali piuttosto che partiti politici.

 

Autodeterminazione e leadership

A questo punto del percorso la persona che si autodetermina avendo una sempre più chiara visione di ciò che vuole raggiungere nella vita, godrà di una forte volontà di autodisciplinarsi e organizzarsi orientando i suoi sforzi nel raggiungimento dei suoi desideri-obiettivi. Egli sarà forte perché consapevole del suo “potere personale”, di conseguenza l’influenza che la sua vita eserciterà sugli ambienti precedentemente menzionati, sarà intensa e luminosa ed acquisirà quella leadership naturale a livello sociale e politico.

 

Vittorie e sconfitte

Tutto questo processo implica necessariamente l’attraversamento di esperienze anche dolorose, vittorie e sconfitte, spesso numerose sconfitte prima che emerga alla luce della coscienza la consapevolezza della sua “potentia vitalis” .

 

Buddità e Cristo interiore

Quando l’individuo àncora la sua evoluzione all’intima consapevolezza del suo potere intrinseco di essere umano, che chiamar si voglia: buddità, cristo interiore, o con altro nobile archetipo, allora tutto il suo cammino si illumina e può attraversare le difficoltà della vita con rinnovato vigore, e chiarezza di obiettivi.

 

Una nave per attraversa il mare della sofferenza

Questa forza diventa “una nave per attraversare il mare della sofferenza” e la saggezza che acquisterà strada facendo con lo studio intenso e ben orientato dell’antica saggezza filosofica, e l’esperienza del vivere quotidiano con spirito di ricerca indomabile diventerà il suo timone, la sua bussola e stella per giungere ad un porto sicuro: “segui tua stella e non fallirai a glorioso porto” per usare una citazione presa in prestito da un mio amico nonché mentore filosofico, Raffaele Iannuzzi.

 

Il potere autoritario

Il potere personale non è affatto visto in quest’ottica come potere dispotico: “io do ordini e gli altri devono obbedire come sudditi muti e accondiscendenti e servire come schiavetti”. Anzi, colui che immagina ed esercita il potere in questo senso, in realtà non ha costruito e non ha introiettato nella sua vita la piena consapevolezza di essere internamente e integralmente strutturato come persona, di conseguenza ricorre alle dinamiche dell’autoritarismo per affermare in realtà una identità che non esiste, un’identità falsa che dice agli altri quello che diceva il marchese del Grillo: “Io sono io, e voi non siete nessuno”. Se non posso raggiungere le vette più elevate della coscienza mi impegnerò per annichilire la volontà e la coscienza degli altri attraverso il ricorso ad ideologie fallaci e metodi tirannici.

 

La vera educazione

Detto questo, ed in virtù di minimizzare il più possibile il rischio della tendenza umana al totalitarismo è necessario un costante impegno individuale e buoni maestri che abbiano la capacità di educare, nel senso epistemologico del termine “educere” ciò tirare fuori, le capacità individuali di diventare buoni interpreti del primo concetto di “potere personale” espresso nella prima parte di questo scritto.

Tale educazione implica un mirato studio della filosofia classica, e di quei nessi filosofici, spirituali ed etici importanti e solidi e consolidati da secoli di approfondimenti ed esperienze collettive, che spesso accumunano in profondità le grandi religioni universali, nonché qualche tradizione sapienziale sia essa essoterica che esoterica.
Personalmente ho attinto molta parte di questa antica saggezza dalle filosofie orientali in genere dal buddismo e in questo nella scuola di Nichiren.

 

Esperire la saggezza antica diventando interpreti viventi  della stessa.

Ma non basta, bisogna come detto diventare interpreti nella nostra vita, godere di queste perle di saggezza applicandole nelle esperienze personali quotidiane, affinché si inneschi quella rivoluzione silente, perché non fatta di proclami propagandistici ma allo stesso tempo inarrestabile e contagiosa, per citare un grande filosofo buddista del nostro secolo:

La Rivoluzione umana di un solo individuo … condurrà al cambiamento della nazione ed infine al cambiamento di tutta l’umanità.

Inseparabilità tra essere vivente e ambiente

Non ci dobbiamo infine dimenticare della influenza che l’essere umano sia come singolo che come collettività esercita su tutto il pianeta Terra per il principio di inseparabilità tra essere vivente e ambiente. Essendo l’animale più intelligente (anche se non sempre lo dimostra) ha la pesante responsabilità nei confronti delle altre specie viventi del pianeta, e non tanto in funzione di una etica ecologista-radicalista che determina le continue rivendicazioni, salvate l’orso polare, salvate la foca monaca o salvate il panda che pure possono avere un suo perché, ma senza falsi moralismi in virtù della stessa sopravvivenza della umanità stessa

… abbiamo preso la Terra in prestito ai nostri figli e nipoti

La Terra, come affermano i popoli autoctoni di alcune parti della terra come quelli delle Americhe e dell’Australia, non è nostra ma in presa in prestito ai nostri figli e nipoti e dobbiamo lasciarla in buone condizioni, così come l’abbiamo trovata, o meglio ancora migliorata. Occorre che l’umanità e soprattutto l’uomo occidentale rifletta sulla influenza che i suoi comportamenti importa sull’ambiente. Tale atteggiamento deriva in parte da una errata interpretazione di alcuni versi della Bibbia, e sottolineo errata ed utilitaristica interpretazione.

In realtà in una revisione di tale interpretazione l’uomo credente Dio, ha si avuto in dono la Terra da Dio, ma deve prendersi cura di tutte le specie viventi e non sfruttarle a suo esclusivo vantaggio distruggendole.

 

Arne Naes e la Ecosofia T.

Un contributo importante nel cambiamento di questa visione eccessivamente antropocentrica di utilizzo delle risorse terrestri è stato dato dal filosofo norvegese Arne Naes con la sua Ecosofia T, come lui stesso la definiva, o “deep ecology” come è stata definita poi inseguito dal movimento da lui stesso creato con otto punti condivisibili da diversi approcci culturali, di cui parlerò in seguito.

 

Marco Del Fa

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