Il linguaggio: un ponte fra la teoria e la pratica

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Divario fra teoria e pratica

Il divario fra teoria e pratica, tra filosofia e applicazione pratica dei concetti fino ad arrivare alla quotidianità delle azioni umane effettuate per vivere o sopravvivere, continua a persistere vedendo spesso in antitesi i sostenitori della prima- la filosofia- contro i sostenitori della seconda – la pratica del vivere quotidiano.

Sembra quasi che ci sia un salto, un vuoto, una divisione netta del sapere tra la prima e la seconda.

Divario fra teoria e pratica

Da una parte troviamo i filosofi, i sapienti, chi si interroga sul significato dell’esistenza umana, sulla opportunità delle azioni, sul giusto e sullo sbagliato, sulla verità e realtà dei fenomeni, che vola o naviga su alti livelli di astrazione mentale, in un mondo di idee e concetti che appaiono inconcepibili per chi vive sull’altra sponda, la sponda del vivere quotidiano, del vivere solo nel presente, “tirando a campare” e “lavorando a testa bassa”, dall’altra troviamo l’uomo comune, quella marea di persone, che i primi potrebbero definire banali, superficiali, a tratti scimmieschi. Uomini che faticano con l’unico scopo di vivere alla giornata, coinvolti solo dai piaceri della carne, dall’emotività degli amori, che soffrono di fronte alla morte cercando conforto, consolazione in misticheggianti fantasie ultraterrene.

L’archetipo del filosofo e del primitivo

Tra l’archetipo del pensatore immerso in un suo mondo di esplorazione logica, teoretica, e l’archetipo del “primitivo” in realtà esiste un mondo. Un mondo di persone che pensano si interrogano, che razionalizzano ciò che gli accade, che non si accontentano delle prime risposte, che sperimentano e tornano a riflettere, che comprendono i meccanismi della legge di causa ed effetto e così facendo creano il loro linguaggio, il loro sapere e lo condividono nella comunità. Si evince da ciò che nel vivere, nella complessità della vita tale dicotomia tra teoria, tra filosofia, e pratica, esperienza, questa “dicotomia” non esiste:

si vive pensando e si pensa vivendo.

Se l’istinto umano si palesa in un pensiero fulmineo, istantaneo: se fuggire o lottare, se vivere o morire, da esso può scaturire poi un pensiero più profondo e articolato sul senso della vita e della morte, e questo fa dell’animale umano un essere più evoluto, più complesso.

L’ “homo sapiens” fa del pensiero articolato una necessità del vivere.

La filosofia è una evoluzione continua e dinamica, che da un pensiero basico, autoreferenziale e intuitivo, con definizione delle “cose”, dei “fenomeni” descrittive e immaginifiche al pensiero critico, strutturato, inferenziale, indagatore, capace di attraversare tutta l’esperienza umana, dal generale verso il particolare e viceversa, con ponderata accuratezza e passionale vivacità intellettiva.

l'homo sapiens fa del pensiero articolato una necessità del vivere
Evoluzione dell’uomo da primate ad homo sapiens

Filosofia del diritto, dell’educazione e della storia.

Dalla filosofia del diritto, dell’educazione e della storia, per comprendere come l’essere umano, uomo o donna che sia, si evolve in quanto individuo in quanto membro di una collettività, di una pluralità di individui, alla ricerca di quell’orientamento educativo e indirizzo normativo, di quella interpretazione storiografica, che si palesa, si manifesta in un equilibrio dinamico perché intriso di conflitto, del conflitto tra l’individualismo esacerbato fino alla completa anarchia, o lo statalismo tirannico improntato all’annichilimento della volontà individuale e alla massificazione ideologica a garanzia dell’ordine comunitario.

Filosofia della scienza

La filosofia della scienza, che prende in esame lo studio dei fenomeni, ed elabora strumenti e processi atti a spiegare il fenomeno con criteri oggettivi, universali, e quindi sperimentalmente ripetibili e misurabili, che si supera nella fisica del micro e macro cosmo, dove i concetti diventano più ardui, prendendo a tratti connotazioni metafisiche, tali da trovare i certi casi riscontri con le intuizioni di antichi iniziati.

 

Il linguaggio: strumento e manifestazione del pensiero

Il linguaggio, strumento e, allo stesso tempo, manifestazione del pensiero umano: costituito da sostantivi e predicati, da aggettivi qualificanti e avverbi modali, linguaggi verbali e non verbali, parole e simboli, immagini e suoni. Linguaggi colmi di stratificazioni storiche e contaminazioni culturali tra occidente e oriente, tra una disciplina umanistica ed una scientifica, tra temi teologici ed esistenziali ed esperienze pratiche.

Il linguaggio è una filosofia in sé

Il linguaggio è una filosofia in sé e pertanto è dinamico, non statico, omnicomprensivo perché abbraccia pervade ogni aspetto della vita, come il Tao, che è allo stesso tempo Entità e Legge, punto di partenza e di arrivo, cammino e meta, causa ed effetto.

Il linguaggio un ponte fra teoria e pratica

Il linguaggio modella l’uomo e l’uomo modella il linguaggio creando il ponte necessario e sufficiente tra la teoria e la pratica.

 

Il linguaggio: un ponte tra teoria e pratica
Venezia: ponte di Rialto

Marco Del Fa

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