Praticamente Pensando - Filosofia in azione

Il pensiero è la prima leva strategica della vita. Noi la chiamiamo “filosofia”. E tu puoi prenderla così: è la strategia che ti insegna a pensare, ti aiuta ad agire e a disegnare la vita che desideri. 

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Rosalina, ovvero sul rischio per l’esistenza

Rosalina, Rosalina, Rosalina…la Voce ti interpella

Chi è Rosalina?

Nel capolavoro di Shakespeare, Romeo and Juliet, Rosalina è il primo amore di Romeo, prima di abbandonarsi fra le braccia di Giulietta.

Nell’opera shakespeariana, sembra un ganglo del sistema narrativo, ma Rosalina ha addosso un destino che trascende il suo ruolo ed è ciò che Silvia Guidi estrae, reinventando la forma scenica attorno a questo assoluto di donna, nel suo atto unico, Rosalina, già sulle scene a Catania, oggi a Verona, in occasione del festival “Shakespeare 2018”.

Rosalina non è solo l’ “altra”, la “prima”, l’ “abbandonata”, dunque, ella è ciò che è, la sua nudità di soggetto e protagonista della sua vita si staglia in questa pièce, che cerca la strada dell’incanto mistico, sobbalzante fino al punto di farsi carne.

E’ una “voce” a scuotere e forse spiazzare Rosalina, che non cede al tormento ed alla facile nostalgia, al disincanto cinico del “fallimento”, ma, al contrario, celebra la sua possibilità futura di testimone di una vicenda che va al di là della sua stessa realtà personale.

Oggi questa donna, che richiama, nel nome che porta, la rosa, con tutte le sue spine, è suora, in convento, si chiama Veronica. E proprio per questa condizione di alterità radicale è più prossima a se stessa di quanto avrebbe potuto, nel teatro mondano. Il nome di “religione” rimanda al segno del vero che la vita è e deve essere: vera-immagine-di-se-stessa.

Superato lo scenario mondano, dunque. Esso avrebbe potuto, al più, inchiodarla al rimpianto amaro o al successo mondano, troppo poco per chi intende vivere al di sopra dei suoi sensi, per poi incorporare la sensualità in un’attrattiva che, da un altrove, la scuote. La Voce la interpella, Dio l’ha chiamata, cosa accade, allora, a Rosalina, a questo punto?

Il glorioso non-detto di chi ha vissuto a lungo ed a lungo ha amato

Questa donna è fatta per l’osceno, che contrasta la scena mondana: o-sceno è, come insegnava Carmelo Bene, il fuori-scena, l’altrimenti-che-essere, la relazione con ciò che si tenta di rimuovere.

Il Perturbante dei giorni più bui e del chiarore stellare, il motivo di una vita che affranca l’anima dal servaggio straziante del non-più: Rosalina sente nel suo cuore l’instancabile voglia di vivere, la gioia dell’amore al Dio della vita e, insieme, ama Romeo.

Perché l’amore è il canto dell’essere, che si dilata in ragione della distanza dall’Amato: dove sei, mio adorato Romeo? Non qui, non ora, e dunque per sempre con me: Dio sigilla questo brandello incantato di verità.

  La vita è rischio, il resto è essere-per-la-morte

Rosalina rischia, ha rischiato e rischia, ora, qui, rischia con me e con te: il rischio per l’esistenza, l’azzardo del vivere, la scommessa, il non cedere alle lusinghe della fissità per non pagare il prezzo della vita. Non c’è il pasto gratis, la vita si rischia a pezzi, ad once, a chili, dipende da dove ti trovi, da come stai, da chi sei, soprattutto, ma la morale della favola sei tu.

La libertà puoi anche rinchiuderla nei laboratori dei neuroscienziati ribattezzandola positivisticamente “libero arbitrio”, ma, alla fine, con un triplo salto carpiato, te la ritrovi addosso. L’ultimo sì è il tuo, il primo sussurro è quella della Voce.

Un amico, decenni fa, fu colpito e strattonato da una Voce. Oggi è Rosalina. Silvia Guidi è Rosalina, come chiunque liberi l’anima per qualcosa che non può essere comprato e negoziato.

Molto si potrebbe aggiungere per cessare di subire il fascino destinale della libertà, Heidegger infilò dritto la strada dell’ “essere-per-la-morte”, io non ho mai fatto mio questo schema. Siamo fatti per l’eternità e la vibrazione ultima di questo anelito si condensa in molecole e architettoniche umane, le uniche in grado di produrre una civiltà autenticamente umana.

La precondizione di tutto è una e una soltanto: la libertà.

Il risultato o Rosalina o, se preferite, come chi scrive, i gusti forti, la vita. Comunque la pensiate, Rosalina, con la tenace umiltà della pietra scartata dai costruttori, si innalzerà fino ad essere pietra angolare. Festa grande, non nel palazzo delle vanità mondane, alle quali anche Romeo ha ceduto, ma nel sacrario dell’anima, che riposa candidamente nel silenzio. In attesa della Voce.

 

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