La Terra Promessa è il luogo della rivoluzione interiore!

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William Blake (Poeta – Londra 1757 – 1827)

Bring me my bow of burning gold!
Bring me my arrows of desire!
Bring me my spear! O clouds unfold!
Bring me my chariot of fire!

I will not cease from mental fight
Not shall my sword sleep in my hand
Till we have built Jerusalem
In England’s gree and pleasant land

Traduzione

Portami il mio arco di oro ardente!
Portami le mie frecce del desiderio!
Portami la mia lancia! O nuvole si spiegano!
Portami il mio carro di fuoco!

Non cesserò di lottare mentalmente
Non la mia spada dormirà nella mia mano
Fino a quando non avremo costruito Gerusalemme
Nella terra verde e piacevole dell’Inghilterra

La Terra Promessa

Nella civiltà giudaico-cristiana esiste il mito della Terra promessa, come luogo donato dal Signore, per il popolo prediletto, in realtà la Terra promessa potrebbe non essere affatto un luogo fisico, ma il luogo in cui una comunità un popolo ha deciso di cambiare se stesso, stabilendo virtù individuali al fine di realizzare una pace dinamica, reale e realizzabile, per il bene comune, un luogo dove ogni individuo ha deciso di intraprendere una rivoluzione interiore, un miglioramento costante, verso un abbandono degli istinti più bassi per abbracciare il rispetto e la solidarietà tra individui, in virtù di ego liberato dall’oscurità dell’ignoranza fondamentale.

La Terra promessa è la costruzione delle virtù umane, della fratellanza e solidarietà, non di una tolleranza formale tra uomini, tra credi religiosi, ma un consapevole rispetto, il superamento della Babele dei linguaggi, in virtù della comprensione della più profonda universalità della mente umana. Un conflitto se ci dovesse essere non deve essere portatore di violenza ma generativo di nuove idee, nuove speranze e nuovi equilibri.

Terra pura e terra impura

Il mito della città ideale è assente nella filosofia indiana in particolare buddista:

Se la mente degli esseri viventi è impura,
anche la loro terra è impura,
ma se la loro mente è pura, lo è anche la
loro terra; non ci sono terre pure e terre
impure di per sé: la differenza sta unica-
mente nella bontà o malvagità della nostra
mente.
(Nichiren Daishonin – Gosho: “Il conseguimento della Buddità in questa esistenza”)

Il Budda (che in tutti noi) è tuttavia pervaso da un eguale ardore e promette anche lui di non cessare un momento dal combattimento spirituale fino a che non ha condotto tutti gli esseri alla salvezza, per questo il praticante la via di mezzo, pienamente realizzato, illuminato, rinuncia al nirvana e resta qui a soffrire e lottare nel mondo, a realizzare la rivoluzione interiore per sé e per gli altri facendo diventare la terra in cui vive, una “terra pura”, una “terra promessa”.

“Questo è il mio pensiero costante:
come posso far sì che tutti gli esseri viventi
accedano alla via suprema
e acquisiscano rapidamente
il corpo del Budda”

Sutra del Loto – 2° Capitolo: espedienti.

Ogni volta che un individuo si risveglia alla comprensione che il suo cambiamento interiore, che il suo miglioramento come uomo, può innescare nell’ambiente un circolo virtuoso di crescita personale come individuo e come membro di una collettività, ogni volta che pianta un nuovo seme di pensiero orientato attivamente al mondo, ecco che si schiude davanti a sé la Terra promessa, si trascendono i particolarismi e si abbraccia l’universale, si abbandona il transitorio e si abbraccia il definitivo.

 

 

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