Abbi cura della tua curiosità – prima parte

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Curiosità. Se dicessi: “Sii curioso”, entrerei nel circuito degli imperativi categorici fallimentari e distorti. E’ un’ingiunzione, un comando: come si può essere curiosi a comando?

Gregory Bateson, un ricercatore fuori dagli schemi che di comportamento umano se ne intendeva, utilizzò l’ingiunzione paradossale “sii spontaneo!”, per smontare certi codici comunicativi che conducono alla follia. E’ folle ordinare ad una persona: “Sii spontaneo!”. (E come la mettiamo con quel gettonato “sii te stesso!”…stesso schema, “roba da matti”, letteralmente).

Non c’è bisogno di questo: la curiosità è nostra amica. O, almeno, dovrebbe esserlo.

Perché? Innanzitutto perché la parola “curiosità” viene da “cura”: è curioso/a chi si prende cura di qualcuno e qualcosa. Direi di partire dal proprio condominio interiore: mi prendo cura di me stesso.

Sei familiare con il famoso “ama il prossimo tuo come te stesso?”. Non più di te stesso. Come te stesso.

Ecco, la curiosità appartiene a questo quadrante del comportamento umano: se sei curioso/a, ami la vita, altrimenti ti stai specializzando nella vetusta disciplina del “campare”, che poi sfocia inesorabilmente nel “tirare a campare”. Lo stesso giorno replicato per decenni, anche molti, perché no?

Noi siamo organismi viventi programmati per adattarsi all’ambiente, dunque siamo curiosi. L’adattamento richiede curiosità. Perché il potere della curiosità consiste nel prendersi cura di noi stessi. Prendersi cura di noi stessi significa scoprire cose nuove nell’ambiente nel quale viviamo. Scoperte che ci rendono più forti, intelligenti, motivati e certamente meno portati ad essere depressi.

La curiosità batte su tutta la linea le truppe cammellate dell’ansia e delle paure, di ogni ordine e grado, perché restituisce al vivere quel gusto pieno che solo chi è nel flusso della scoperta può conoscere.

Albert Einstein diceva: “Non ho particolari talenti. Sono soltanto appassionatamente curioso”.

Scienza, dunque. Prossimo passo: scoprire cosa dice la scienza sulla curiosità.

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Insomma…sii curioso! Ops…ma non era un paradosso da rottamare?

 

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