Mindhunter, la serie TV per capire la PNL e non solo (astenersi benpensanti, please)

MINDHUNTER

Sharing is caring!

Mindhunter

Mindhunter: intraducibile. “Cacciatore della mente” fa ridere. Si tratta poi della mente altrui.

Anzi, di più: di una mente malata, distorta. La mente dei “serial killers”.

Il regista di questa serie TV, prodotta da Netflix è David Fincher (Fight Club, ti dice qualcosa?) e le due puntate della prima stagione che ho visto sono di livello superiore.

Nel mondo di Mindhunter puoi ritrovare nuclei della PNL e anche della psicologia sociale, emergente già negli anni in cui la serie è ambientata, gli anni ’70.

Oggi noi ripetiamo la parola “serial killer” come fosse niente, ma questa parola ha una storia fatta di impegno, fatica, sudore, lacrime e sangue, e chi ha pagato questo prezzo è la strana coppia di agenti dell’FBI,

Holden Ford e Bill Tench. I quali, dopo essersi accorti che la vecchia e “romantica” epopea dell’assassino “convenzionale”, sino ad allora riconosciuto ed etichettato senza problemi, era finita, si è posto il vero problema: come ammazzano i nuovi killers? Cosa pensano? E soprattutto: COME pensano?

Una volta, afferma Bill Tench in una lezione ad un gruppo di colleghi, gli assassini erano tutti più o meno uguali, avevano tutti più o meno le stesse movenze, gli stessi moventi, dal denaro all’onore da riconquistare ammazzando il rivale, al massimo il potere o l’egemonia su un clan mafioso. Tutta roba ben classificata e classificabile.

Ma oggi? Gente che ammazza ed è insospettabile: senza precedenti penali, senza una storia controversa, vite banali, che, d’un tratto, si scatenano in direzione dell’inferno e fanno massacri con un’efferatezza indescrivibile ed inaccettabile.

Che cosa sta succedendo nella nostra società? Chi sono questi tizi qualunque che si trasformano in belve assatanate?

Chi domanda comanda

Nuove domande, e siamo già al primo punto da osservare: chi domanda comanda.

E’ una sorta di Ask Method applicato alla criminologia ed alle indagini sul campo, un terreno ibrido e cruciale.

Domande potenzianti: la PNL insegna. Porre domande così apre nuovi scenari, offre opportunità nuove, di qualità, da cogliere e sviluppare. Nella realtà storica.

 

A questo punto, si inserisce Holden Ford, che rappresenta, nella descrizione ironica che ne fa il nuovo partner, un “ibrido” fatto persona: un pò intellettuale e psicologo, un pò investigatore, un pò stratega. Ai suoi occhi un caos umano non destinato a trovare una linea di ordine. Invece…

Flessibilità

Anche in questo caso, grande lezione: flessibilità.

Un soggetto non categorizzabile in maniera netta, una sorta di “esperto generalista”, modello Buckminster Fuller, ha più carte da giocare in un nuovo continente umano da esplorare.

Come fecero Bandler, Grinder e Pucelik, nello stesso periodo, agli esordi della PNL (i fondatori sono tre, non due, c’è anche un altro geniale personaggio, Frank Pucelik), un team di ” esperti generalisti”, a caccia di geni, uomini di successo e personalità eccentriche e avanguardiste da modellare (il modeling).

E’ il modeling, che, in realtà, nasce con lo psicologo sociale Albert Bandura.

Passo successivo: l’agente Holden Ford decide di intervistare un serial killer gigantesco per mole e violenza assassina.

Il teatro di questa incredibile avventura è Santa Cruz, in California, lo stesso ambiente in cui la PNL è sorta e si è selvaggiamente sviluppata.

Da questa decisione, che mette al centro un personaggio “cattivo”, come un assassino di questo calibro, nasce la scienza comportamentale applicata alle menti criminali, quel certo modello di “profiling”, celebrato e rappresentato in molti film e serie TV.

Qual è l’approccio – molto PNL – scelto dal giovane agente FBI e infine seguito anche dal più esperto e ruvido partner?

E’ il metodo di lettura e comprensione dei processi mentali e comportamentali di una personalità completamente estranea al mondo comune, al comune sentire. Uno scandalo metodologico e un oggetto di indagine ancora più scandaloso.

Il direttore dell’FBI per un pelo non li licenzia in tronco, questi due spregiudicati avventurieri della ricerca investigativa.

Il “come” è il punto di svolta

L’argomento dell’agente Holden Ford ha molto da insegnarci: quel serial killer ha comportamenti socialmente accettabili, perfino suadenti e curati, unitamente alla capacità di fare cose ai limiti dell’immaginabile.

E’ l’abisso del male umano che noi siamo chiamati a conoscere per poter ridurre questo male nel mondo: per conoscere il male, non c’è che una strada, intervistarlo, interrogarlo, incalzarlo, affinché da esso scaturiscano domande che poi si traducono in risorse conoscitive, investigative e pratiche. Geniale.

Il paradosso ai limiti dell’inaccettabile è questo: il killer più violento, nel suo mondo, funziona perfettamente, ha un obiettivo, lo pensa strategicamente, lo pianifica e infine lo realizza.

Usando parametri logici, coordinate mentali e convinzioni che noi riteniamo alienate e distorte.

Ma ciò non toglie che si tratti di un soggetto che, nella sua follia, ha un metodo, eccome. Studiare questo metodo rende forte l’FBI.

Eureka e nuova vita per i due agenti, che si ritrovano in uno scantinato a sperimentare chiavi analitiche e investigative, sostenute dalle informazioni provenienti dai serial killers. Seguire logiche paradossali implica dover sopportare emarginazioni del tutto lineari (nella logica del sistema-FBI).

Il “come” vale più del “cosa”: i benpensanti di ogni ordine e grado rimangono interdetti da questa affermazione, ma è la verità. Fa parte del “critical thinking” o “pensiero critico”.

Pensare e afferrare i processi del pensare di un soggetto – una specie di modellamento – innalza la consapevolezza operativa di chi deve contrastare soggetti di questa natura.

Guardare il male in faccia – e dentro – aiuta a sconfiggerlo. Facendo attenzione a non caderci dentro, neanche con un piede.

Il pericolo cresce insieme a ciò che ci salva. Una lezione molto “laterale” che produce il salto quantico in termini di eccellenza e consapevolezza operativa. Provare per credere.

Se vuoi sperimentare l’audacia del pensiero che conduce alla consapevolezza operativa, creando strategie vincenti, iscriviti alla nostra newsletter ed al nostro canale Youtube:

1 Commento

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*