Avventurieri in un’età post-eroica

Sharing is caring!

“La semplicità è la suprema sofisticazione.” – Leonardo da Vinci

 

Il viaggio dell’uomo (non dell’ eroe)

La vita è un’avventura. Joseph Campbell preferisce la formula del Viaggio dell’Eroe.

Viviamo in una fase post-eroica, quindi, per molti è arduo modellare gli eroi. Ragion per cui, meglio puntare sull’avventura. Anzi, meglio ancora risalire alle radici dell’avventura: il Viaggio. Il Viaggio dell’Uomo. L’uomo non viaggia per diventare un eroe, spesso lo diventa quasi per caso.

E, alla fine, allergico all’etichetta, sbotta: “Non sono un eroe”.

Il viaggio, invece, questo sì che intriga e disorienta.

Propone connessioni neurali del tutto nuove, rompe la barriera della scontatezza.

Chi viaggia, vive di più, ama di più, sogna di più e crea di più. Insomma, il viaggiatore è un “di più” per eccellenza. Senza essere un eroe, è di-più di ciò che si lascia alle spalle.

Il viaggio è l’incarnazione, spesso sghemba, dell’avventura.

Si fa presto a dire avventura, lo so. Perché, più che di avventura, bisognerebbe parlare di avventurieri. Due tipi di avventurieri:

l’avventuriero attivo e l’avventuriero passivo.

L’avventuriero attivo è il bambino incorreggibile, che i genitori vorrebbero fuori di casa per un certo numero di ore al giorno, salvo l’inevitabile apprensione per la sua sorte, in mezzo al branco di altri avventurieri attivi in erba.

Crescendo, l’avventuriero attivo capisce che la disciplina è importante, tanto quanto la curiosità, e che molte sono le strade da battere, nella vita, prima di trovare la pace, al termine dei propri giorni.

Instancabile e tutto preso dalle imprese della Legione Straniera, questo tipo umano è l’unico in grado di rimanere in piedi, in mezzo al caos ed alle tempeste.

Egli sa che la vita è un’avventura e, senza alcuna retorica, la abbraccia così com’è.

Non c’è niente di retorico-eroico in questo atteggiamento, ma c’è molto di umano, ed è ciò che conta. Il caos c’è, si fa strada, è un fatto, ma esso non deve dominare la scena della vita. Ecco il punto.

L’avventuriero passivo, al contrario, calcola tutto.

Se deve viaggiare, vuole sapere tutto della meta, il cambio della moneta, il mercato, gli hotel con gli sconti più interessanti. E’ l’anima grigia del mondo globale: ogni pezzo della realtà è un numero, ogni passo, un progetto.

L’avventuriero attivo desidera e se ne frega degli obiettivi; l’avventuriero passivo non fa prigionieri, teso com’è al traguardo finale.

Chi ha ragione dei due?

Entrambi hanno le loro ragioni, ma quel che conta è la presa finale sul viaggio: la vita è un viaggio e ogni viaggio è un’avventura.

Perfino nei panni dell’avventuriero passivo, avrai a che fare con questa verità: se la vita è un viaggio e il viaggio è un’avventura, allora la vita è un’avventura. Proprietà transitiva su tutta la linea.

Cosa significa viaggiare?

Viaggiare è l’unica fatica che non preveda ricompensa immediata. Perché i frutti del viaggiare si vedono nel tempo. E nessuno può prevedere la finestra temporale di questa percezione.
Un punto, però, se lo porta dietro, il viaggiare, e vale la pena starci sopra quel tanto che basta, per trarre da ciò una rocciosa lezione di vita.

Viaggiare fa rima con semplificare.

Per viaggiare, devi essere semplice e rendere semplice ogni passo, altrimenti rischi di scoppiare. Pensa al chicco di grano: se muore, produce molto frutto.

Viaggiare in aereo comporta: passaporto, bagaglio, check-in, dogane, l’ufficio immigrazione, l’eventuale sosta, per poi riprendere l’ultimo aereo, interminabili ore con le gambe gonfie, seduto sulla più scomoda delle postazioni.

Viaggiare significa eliminare. Meno è meglio.

Che lezione di vita!

Devi ridurre tutto al minimo: dalle parole ai comportamenti.

Devi osservare estatico ogni passo, ogni mossa, tua e degli altri.

Poi devi fare di un minimo spazio abitabile la tua reggia per una decina di ore, in attesa di sbarcare in un altro aeroporto per l’ultimo giro di giostra: “La semplicità è la suprema sofisticazione” (Leonardo da Vinci).

Trasferiamo questo approccio e questo insieme di comportamenti nel quotidiano di sempre: un mutamento radicale.

Ridurre ogni giorno la chiacchiera.

Osservare i segnali emergenti dall’ambiente.

Ascoltare attivamente e creativamente.

Lavorare in silenzio.

Rimanere nel presente, con lo sguardo al futuro, senza pressioni interiori e senza subire le aggressioni dei desideri altrui.

Mangiare meno fiele e divorare l’essenziale, il buon pane, perché non c’è altro, quindi quant’è buono.

Camminare lentamente, misurando i passi.

Leggere i segni, verbali e non verbali, degli altri, perché devi comunicare e passare la dogana, lascia stare la spocchia, quella non ti aiuta.

Viaggiare è eliminare il superfluo.

Il potere della semplificazione

Il grande coach del football americano, Vince Lombardi, diceva: “E’ difficile essere agressivi, quando si vive nella confusione”. In campo, dunque, non si rende.

L’avventuriero attivo è diligente e, al di là della retorica alimentata dal mondo dei supereroi, sa che semplificare amplifica il potere individuale: raccogliere le forze aiuta a balzare meglio in avanti.
Oberato da troppi pesi, l’operazione risulta impossibile.

La semplicità è l’arte di contrarre e ridurre per aumentare spontaneamente forza ed efficacia: una nuova versione della legge di Pareto (80/20).

Ecco perché è la “massima sofisticazione”: è pura eleganza espandere la forza senza sudare le proverbiali sette camicie.

Come una formula matematica richiede economia di azioni logiche e misura, sobrietà, così la vita richiede la sofisticazione della riduzione.

Il focus dilata anche il desiderio e così il mondo appare carico di nuove prospettive e possibilità.

L’avventuriero passivo osserverà sempre tutto e, dunque, aumenterà la portata dei suoi “se, ma, forse, però”. Nel frattempo, l’avventuriero attivo sarà già tornato a casa dopo un lungo viaggio, carico di esperienza e potenza. Ognuno decida da che parte stare.

La vita è grande e bella anche perché i conti si fanno sempre alla fine.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*