Praticamente Pensando - Filosofia in azione

Il pensiero è la prima leva strategica della vita. Noi la chiamiamo “filosofia”. E tu puoi prenderla così: è la strategia che ti insegna a pensare, ti aiuta ad agire e a disegnare la vita che desideri. 

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Osare fallire, per poi riuscire. Appunti di metodo

Osare fallire

Osare fallire per poi riuscire, ecco il tema.

In uno dei mie viaggi nelle Filippine, ho avuto la fortuna di avere fra le mani un vecchio libro infarcito di aneddoti, esperienze e citazioni, scritto da un certo Billi P.S. Lim, con un titolo potente: Dare to fail, osare fallire.

Billi parte, lancia in resta, con questa citazione, traduco dall’inglese: “Il fallimento è l’unico linguaggio universale con il quale la natura ci chiama a gran voce, nel momento in cui non ascolteremmo nessun altro linguaggio”.

Emerge un aspetto del fallimento che di solito non viene preso in considerazione: il fallimento è un dato naturale che favorisce la crescita della nostra esperienza, soprattutto quando il rischio è rimanere in uno stato di “quieta disperazione” (Thoreau).

Effetto choc

Effetto choc: arriva il treno in corsa, ti sbatte contro e sei costretto al risveglio. La domanda sorge spontanea: funziona sempre così? E’ sempre necessario subire un effetto choc di questa portata per salire di livello?

Stavolta salto subito alle conclusioni: sì, è necessario, e le dinamiche storiche e l’esperienza umana, la mia e la tua, se la valutiamo lucidamente, conduce alla stessa risposta.

L’uomo, tra le cose e i significati

L’uomo vive tra le cose e i significati, tra le bollette e le stelle, per intendersi. Quando si staziona troppo tra le prime, le seconde si prendono una rivincita e non è detto che si tratti di una passeggiata di salute, come si dice a Roma.

E’ successo a me ed a molti altri, che conosco, ad una schiera innumerevole di altri uomini e donne che non conosco.

A questo punto, facciamo un altro passo: come si usano le macerie di un grattacielo che ti crolla addosso?

Il genio della vita

C’è un genio della vita, un’intelligenza della vita, che attende di essere riscoperta, ecco questa risorsa è decisiva, cruciale e, dunque, strategica.
Se l’uomo si fosse fermato di fronte ai fallimenti, ai cataclismi ed alle devastazioni di ogni ordine e grado, il mondo sarebbe finito da un bel pezzo. Se così non è stato, una delle ragioni risiede nella capacità umana di costruire una cultura. Ti invito a dare un’occhiata alla nostra pagina Facebook, nella quale campeggia una citazione di Antonio Gramsci:

Cultura, non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.

La capacità della mente di comprendere la vita, il posto che occupiamo in essa, le nostre relazioni con gli altri uomini.

  • Intelligenza vitale
  • Consapevolezza del nostro ruolo
  • Relazioni

Ecco la cultura umana che riesce a strappare l’uomo dalle macerie, riconducendolo alla sorgente generativa della sua esistenza.

Un esempio, per spiegare

Facciamo un esempio, per spiegare ancora meglio il concetto.

Quando vieni licenziato, ti viene sottratto non soltanto uno stipendio, ma anche uno status sociale e un ruolo nell’ambiente in cui vivi. Giusto? Dunque, ciò che devi fare, per riappropriarti della tua vita, è ritrovare la consapevolezza di chi sei, per poi riavere un ruolo adeguato alla tua identità.

Per far ciò, hai due strade da percorrere: la ricchezza della tua esperienza individuale, con il carico di informazioni e di competenze di cui essa è composta, e le relazioni con gli altri, i rapporti con gli altri uomini.
Non a caso, il lavoro spesso viene riconquistato, anche in una forma diversa da quella precedente, attraverso le relazioni con gli altri, aprendosi e valorizzando ciò che, da soli, non riusciremmo a mettere insieme.

Quindi, operando in questo modo, tu stai creando una cultura, la tua cultura, la tua risposta agli eventi. Stai rispondendo a quel grido della natura, che si chiama fallimento, con un’azione puntuale, chiara, nitida, orientata. Tutto questo è “cultura”.

Non basta. Facendo ciò, stai anche processando nuove informazioni e stai così leggendo i segnali provenienti dal sistema (ambiente) nel quale vivi ed operi.

L’uomo è un essere storico

Vivi, dunque, nella storia. Sei un essere storico e vivi nell’unica dimensione che possa farti riguadagnare spazio nel mondo: la storia. Perché è decisivo cambiare passo, soprattutto in questo momento storico?

Ce lo spiega George Orwell, nel suo celeberrimo romanzo !984:

“Chi controlla il passato, controlla il futuro, e chi controlla il presente, controlla il passato”.

Se non sei tu a dettare l’agenda della tua vita, approfittando del crollo del grattacielo o di qualunque circostanza che possa esserti capitata, sarà un altro a farlo per te. E questo altro ti dirà quando devi essere sicuro e quando no, quando devi reagire in un certo modo e quando in un altro modo.

Osare fallire per poi riuscire: è più chiaro il concetto?

La storia la fanno i vincitori del momento e se lasci a chi ti ha disarcionato la possibilità di controllare il tuo passato, anche il tuo futuro sarà nelle mani di questi gruppi. Saranno loro a giudicare la tua vita, con una sentenza che non attende il terzo grado di giudizio per essere definitiva.
Non solo.

Lorsignori giudicheranno anche il tuo presente e, con ciò, il tuo passato. Ti diranno: hai fallito, oggi, qui e ora, perché tutta la tua vita – leggi: il tuo passato – conduceva a questo esito. E tu rimani bloccato in uno stato di impotenza che, nel tempo, diventa una sorta di “scuola del fallimento perpetuo”: una profezia (nefasta) che si autoavvera.

Il “modeling storico”

Imparare dalla storia e dai grandi della storia è un’altra via che conduce dalle macerie alla vetta. E’ ciò noi chiamiamo “modeling storico” e che abbiamo provato a definire attraverso la vicenda di un gigante come Niccolò Machiavelli.

Fare le stesse cose pensando di ottenere risultati diversi è la definizione della follia, come ricordava Einstein. Ma è proprio questa ordinaria follia che costringe gli uomini all’angolo e in balia di chi controlla il presente, il passato e il futuro.

Occorre sparigliare le carte e fare la mossa del cavallo, qualcosa che non sia allineato con quanto gli altri si aspettano da te e che possa corrispondere, invece, alle aspettative reali della tua vita. Non illusioni, ma aspettative positive, che si realizzano attraverso un percorso e facendo leva su una “cultura” diversa.

P.S.: usare la leva della “cultura” per riorientare la vita, significa anche studiare e, dunque, avere più strumenti, più parole efficaci, più risorse e più chances di vita.


Quindi, se, da un lato, la cultura non è solo avere informazioni sbandierate come capi di abbigliamento firmati, dall’altro, essa impone a chi voglia muoversi creativamente di imparare a processare le informazioni, dunque a studiare, osservare, replicare con uno stile personale, modellare l’eccellenza, leggere grandi libri, i classici, anche della letteratura, molta storia.

Ognuno deve diventare lo stratega della sua esistenza e deve, dunque, disporre di una filosofia personale e di un nucleo non negoziabile di valori e principi ai quali fare riferimento, quando la nave è in mezzo alla furia della tempesta,

Questo significa osare fallire per poi riuscire.

Perché, come diceva il grande filosofo stoico Seneca, “non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Aggiungiamo anche: che non sa cosa e come fare per ritrovare la rotta e, dunque, il vento favorevole.

Praticamente Pensando