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Ripartire dai fondamentali – seconda parte

Riepilogo prima parte 

Nella prima parte, ho affermato che fare esperienza, nella vita, significa accorgersi di crescere. Aggiungo ora che, per crescere, occorre affrontare la vita per come si presenta, con tutte le difficoltà che essa comporta. L’ostacolo è la via, come scrive l’imperatore Marco Aurelio nelle sue meditazioni.

Non si tratta dell’esaltazione della sofferenza come tale o di una sorta di “dolorismo” un tanto al chilo. Niente di tutto questo. E’ un fatto: la vita è sofferenza e ciò fin dalla nascita. Usciamo da quella meravigliosa area protetta che è la pancia di nostra madre per essere gettati nel mondo, soli, all’inizio, e dopo in una comunità ancora non familiare. Questo è sofferenza e, insieme, condizione necessaria alla crescita.

Quarto principio: la vita è sofferenza.

Il quarto principio, dunque, è il seguente: la vita è sofferenza ma non allo stato grezzo, essa ci chiama a conferirle senso. La nostra chiamata, per non piombare nella disperazione, è innanzitutto dare senso a ciò che viviamo e che soffriamo. 

Il senso che noi diamo alle cose, alle esperienze ed alle sofferenze e nostro e soltanto nostro. L’uomo, per natura, dà significato alle cose e questa è una vocazione specifica. La nascita della coscienza parte da qui. 

Quinto principio: vivere una vita significativa

Ma questo non basta per vivere una vita significativa ed orientata alla grandezza, in ogni circostanza. Occorre anche avere dei valori di riferimento. Questi sono universali, a differenza del senso, che invece è individuale e si trova di volta in volta, circostanza dopo circostanza. 

Ecco, dunque, l’origine del quinto principio: una vita significativa e grande deve essere orientata da valori che sostanziano il percorso dei doveri e dell’impegno nei confronti di noi stessi, degli altri e della comunità alla quale apparteniamo. Tanto più seguiamo questa strada, tanto più riusciamo ad andare oltre noi stessi. Si chiama auto-trascendenza.

Ma come possiamo muovere i primi passi in questa direzione? Possiamo farlo perché siamo liberi. Certo, lo siamo all’interno di vincoli, che diventano opportunità, ma lo siamo.

Sesto principio: la libertà fa rima con responsabilità.

Il punto chiave, che rappresenta l’essenza del sesto ed ultimo principio, è sintetizzabile in questi termini: la libertà fa rima con responsabilità. Essa è chiamata a rispondere alle circostanze della vita e, quando, diventa ir-responsabile, non responsabile di fronte alla vita, allora degenera in arbitrio. E gli esempi attorno a noi si sprecano.

 

 

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