Praticamente Pensando - Filosofia in azione
Le strategie filosofiche che ti insegnano a pensare,
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Il potere dell’ascolto!

Ascoltare non significa solamente udire dei suoni in sequenza, ma interpretare e diventare consapevoli di ciò che si ascolta, evitando se possibile di mettere troppe proiezioni interiori, e pensieri pregiudizievoli, quindi comprendere veramente le parole dell’altra persona, cosa veramente sta tentando di dirci, e badate bene, non è solo una questione di tecnica, di osservazione strutturata, di sintassi e semantica delle parole chiave, del linguaggio corpo connesso all’espressione verbale, se contraddice o meno le sfumature che si tenta di dare con la voce, ma bensì, se volete una predisposizione empatica da un lato, ma anche una grande apertura mentale nel cogliere la diversità, l’alterità del punto di vista.

Si tratta di una sospensione del giudizio, una curiosità attenta dei messaggi del soggetto che parla. di comprendere con umiltà e disponibilità la reale intenzione che vuole esprimere al di là delle parole, senza fare processi moralistici, senza arrivare a conclusioni affrettate.

Oggi giorno diverse persone vanno da specialisti e pagano fior di quattrini per raccontare, in un ambiente protetto le proprie ansie, le proprie disavventure, o semplicemente la propria storia. Alcuni esprimono le proprie storie a perfetti sconosciuti su internet, magari sui social, perché magari hanno paura ad esprimere le proprie opinioni ai genitori, alla fidanzata o fidanzato, alla moglie, vedi esigenze sessuali, vedi desideri intimi, vedi opinioni politiche, musicali, sociali, che al solo pensiero di anticiparle anche solo minimamente ci sentiamo sopraffatti, da espressioni di repressione, delusione, contrarietà, disprezzo o quant’altro. La morale pubblica è una cosa l’etica individuale sanamente costruita è altro, la prima mortificante e oggi spesso disumanizzante, l’etica pilastro di valori di una individualità ben equilibrata.

Il saltare subito alla morale sistemica dove tutti ci dobbiamo per forza sentire performanti e socialmente livellati, simili. Dove questa continua espressione del political correct della tolleranza delle diversità ha in realtà prodotto negli ultimi un fenomeno uguale e contrario della paura delle diversità con il ritorno a razzismi più o meno espressi palesemente.

In realtà non c’è stata nel political correct una comprensione della diversità con un arricchimento di entrambi le parti, ma una tolleranza reciproca di individui identitariamente diversi o di culture talvolta diametralmente opposte, neoliberismo e mercificazione dell’essere umano da una parte e ideologismo fanatico dall’altra entrambi sintomi di un Nichilismo penetrante.

Mi ha scatenato questa riflessione un video che ho ascoltato proprio stamani, casualmente ma non a caso, https://youtu.be/59i4R6VgM1E (La scomparsa della musica)

Quindi se nel rapporto di coppia non si ritorna ad un ascolto non condizionato, dalla morale emergente sociale, ma ad un ascolto autentico del messaggio dell’altro, sicuramente i matrimoni continueranno a fallire (con bene placito e soddisfazione lavorativa dei tanti avvocati divorzisti, terapisti di coppia, assistenti sociali e altre figure connesse), con traumi di eventuali figli intrappolati (anch’essi inascoltati) e senza dubbio con l’effetto acuto e cronico di insoddisfazione più o meno grave di non sentirsi capiti nei rapporti familiari e sociali.

Serve quindi da entrambi le parte un ascolto incondizionato, il che non significa diventare vittima di tutte le paturnie dell’altro, del soggetto spesso più verboso o dominante, ma significa con arrivare subito a conclusioni, sospendere il giudizio per andare oltre.

A causa di una super sollecitazione, del  diluvio di informazioni in cui ogni essere umano nelle società cosiddette civili è suo malgrado proiettato , nonostante la marea di esperti o finti tali, di coach di ogni tipo, la reazione spesso è quella di uno smarrimento dell’orizzonte individuale, siamo tentati di trattare l’altro o se stessi o la relazione interpersonale, con l’ultima ennesima tecnica, l’ennesimo consiglio dell’amico o amica, invece di fare un’analisi autocritica sana e costruttrice, e magari con un po’ di sana autoironia, delle sfumature della propria personalità,  abbassando e sfaldando le maschere o personalità multiple che ci siamo costruiti per sopravvivere egoticamente nella società frenetica e competitiva, tenendo ad una schizofrenia collettiva, cercando di ricostruire l’ integrità strutturale della persona. 

Usciamo quindi dalla favola a lieto fine del principe azzurro o dalla principessa, o della cenerentola di turno, per comprendere che la realtà è più complessa e spesso più interessante della favola, e che ci possono essere dei lieti fini a patto di vedere  le cose come sono, senza veli, e qui porgo il mio solito sollecito alla meditazione, una meditazione filosofica sul reale, la ricostruzione di un pensiero critico e autonomo (e critico ricordo che non vuol dire negativo, pessimista o cinico, reazionario o di semplice antitesi a tutti i costi, ma di analisi ben strutturata di una cosa, di un fenomeno, di un espressione verbale, da vari punti di vista, dal proprio ma anche come avvocato del diavolo,  ed altri  punti di vista, che ci consentano di valutare  in modo ampio e quanto più esaustivo e profondo possibile, uscendo dalle banali categorie questo è mio, questo  è tuo, uscendo dalle categorie restrittive dettate dall’ego momentaneo per entrare in scenari più ampi, filosofici, storici e  politici con passionale saggezza e ponderata riflessione.

Ritornando al discorso iniziale e al titolo dell’articolo, il potere dell’ascolto, è un potere personale, non un potere nel senso del dominio sull’altro, una capacità di ascolto, una attitudine a cogliere le sfumature, dell’altro, del familiare, tale da conoscerlo sempre meglio per migliorare la relazione con mutua soddisfazione e crescita individuale. 

Marco Del Fa

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